DIECI ALLA MENO NOVE CONSIGLIA LA LETTURA DELLA RIVISTA:

venerdì 27 febbraio 2009

UN MODO INNOVATIVO PER FARE SINDACATO D’IMPRESA


Riporto integralmente la risposta del segretario generale del sindacato di territorio Impresa Appennino Centrale con sede legale: Via Albizzini n. 19 - Città di Castello – PG, ad un mio ringraziamento per aver selezionato un post del blog, contribuendo alla mission dello stesso nel divulgare argomenti d’innovazione tecnologica.

“Preg.mo Ing. Ficara,
l’inserimento del link relativo all’articolo da lei redatto sulle nanotecnologie, rientra nell’ambito di un quotidiano e metodico lavoro di osservazione del panorama nazionale del web, che svolge il nostro Sindacato, andando a privilegiare quelle notizie che provengono più specificatamente dal mondo dell’impresa, della economia, delle istituzioni pubbliche e delle associazioni di categoria e di volontariato.
La finalità della nostra azione assolve quelli che sono i principi statutari (art. 3 dello Statuto) della nostra Associazione, che si configura in forma di Sindacato di Impresa, organizzata ed aggregata con una logica strettamente “territoriale”, anziché corporativa, come per le tradizionali Associazioni di Categoria.
Il nostro sforzo è finalizzato alla tutela ed allo sviluppo della cultura di impresa nel territorio dell’Appennino Centrale, una vasta area che si trova alla confluenza di quattro regioni – Toscana, Umbria, Marche e Romagna – e per questo marginale per densità abitativa e infrastrutture di collegamento.
La ricerca di informazioni ed esperienze, come quella relativa al suo articolo da noi richiamato il 19 febbraio u.s., rientra in questa mission associativa.
Riteniamo che lo sviluppo dell’imprenditorialità passi attraverso la conoscenza e quindi l’informazione.
L’economia attuale vive di conoscenza. Solo attraverso l’acquisizione e lo scambio di nuove conoscenze le nostre imprese potranno continuare ad intraprendere in forma competitiva (e quindi a sopravvivere).
La parola d’ordine oggi è diventata innovazione, ma nell’era del villaggio globale, questo concetto rimarrebbe una parola vuota senza lo scambio della conoscenza.
E’ in questa logica che si propone l’azione del nostro Sindacato di Territorio. Monitorare le iniziative altrui e riproporle in termini di informazione ai nostri associati. Qualora nascesse ulteriore interesse specifico, il nostro Sindacato si pone come promotore di iniziative di approfondimento, organizzando convegni e seminari aperti alla partecipazione dei soggetti interessati.
Una interessante rassegna della nostra azione di analisi, è offerta anche dalla sezione Libri ed Autori Qualora lei avesse titoli ed opere interessanti, da segnalarci, sarà nostra cura valutarne il contenuto ed eventualmente inserirli nelle sezioni già esistenti o aprirne di nuove (ad esempio proprio Innovazione tecnologica).
A tale scopo abbiamo intrapreso contatti con il mondo universitario e della ricerca per arricchire in forma più autorevole il nostro lavoro. Obiettivo ambizioso della nostra Associazione è quella di riproporre ad altre aree geografiche il nostro modello associativo, sicuramente più autonomo e quindi più dinamico e snello dei modelli esistenti, con lo scopo di replicare la nostra esperienza e dare vita ad una Federazione Italiana dei Sindacati di Territorio.
Ringraziandola per il riscontro offerto alla nostra azione, le porgiamo il nostro più cordiale saluto.

Il Segretario Generale
Gian Domenico Vaccarecci”

Questa risposta mette in evidenza la disponibilità, in questo caso di un sindacato d’impresa, di divulgare articoli di innovazione tecnologica al fine di sviluppare una cultura d’impresa attraverso lo scambio di conoscenze e competenze scientifiche.
Lo scambio di conoscenze e competenze scientifiche è un modo innovativo per fare sindacato d’impresa, perché solo così si possono trovare soluzioni produttive idonee a conquistare nuove fette di mercato, sfruttando una competitività di qualità.
L’invito a proporre titoli ed opere interessanti all’associazione Impresa Appennino Centrale sarà cura della redazione del blog “ Dieci alla meno nove”, iniziando quel confronto che ha come principale obiettivo la divulgazione scientifica e tecnologica, unica via per cercare una dignitosa uscita dalla grave crisi economica che oggi ci attanaglia.

Aldo Ficara

mercoledì 18 febbraio 2009

ESPERIENZA DI NANOTECNOLOGIA NELLA SCUOLA SECONDARIA


Ormai le nanotecnologie sono in mezzo a noi, e tra qualche anno ci sarà un esplosione innovativa che cambierà radicalmente la nostra esistenza.
Dietro questa rivoluzione tecnologica c’è il sacrificio e l’abnegazione di numerosi professionisti che nei laboratori di ricerca, nelle università, nelle industrie ed ora anche nelle scuole si prodigano nel raggiungimento di obiettivi sempre più ambiziosi.
Le nanoscienze rappresentano l’emblema dell’interdisciplinarità, coinvolgendo competenze spesso diverse, che devono condividere l’obiettivo dell’innovazione tecnologica.
Questa interdisciplinarità è un fattore fondamentale nella didattica della nuova scuola dell’autonomia, rappresentando, di fatto, una delle azioni di ricerca nell’impostazione di nuovi e più aggiornati curricula.
Tra i nuovi curricula cominciano a svilupparsi quelli sulle nanotecnologie con iniziative rivolte agli studenti degli ultimi anni delle scuole superiori che per profitto nello studio o per interesse personale verso l’innovazione tecnologica abbiano dimostrato particolari attitudini verso le materie scientifiche nei licei e verso le discipline professionalizzanti negli istituti tecnici industriali.
I principali progetti di integrazione tra la scuola superiore di secondo grado ed il mondo della ricerca nel settore delle nanotecnologie sono: il progetto “ Le nanotecnologie” nato dalla collaborazione della rete scolastica ”Nanotech- Duesicilie” con il NNL (National Nanotecnology Laboratory) di Lecce, il progetto “ Nanotech@school “ ideato e realizzato da Veneto Nanotech, il progetto “ Nanotech for students “ realizzato dal dipartimento di scienze dei materiali dell’Università degli studi di Milano-Bicocca con la collaborazione del NEMAS (NanoEngineered Materials and Surface Center) e del CIMaINA (Centro Interdisciplinare Materiali e Interfacce Nanostrutturati).
Vediamo di analizzare, per quanto possibile, le peculiarità di queste esperienze che evidenziano nuovi approcci metodologici per riuscire ad avvicinare l’innovazione nanotech ai programmi ministeriali ed ai contenuti dell’editoria scolastica non sempre al passo con i tempi.
La rete scolastica Nanotech- Duesicilie coordinata da chi scrive raggiunge un accordo di collaborazione didattica con NNL rappresentato dal suo direttore il Prof Roberto Cingolani nel febbraio del 2005, organizzando 5 seminari tematici sulle nanotecnologie riguardanti: nanoelettronica, oled, manipolazione e caratterizzazione di materiali nanostrutturati, mems, lab-on-chip.
Il progetto è destinato a studenti del IV e V anno selezionati tramite problemi di matematizzazione (problemi di non facile soluzione che presuppongono la conoscenza delle sole quattro operazioni aritmetiche) che più d’ogni altro permettono di riconoscere il talento scientifico sia verso il problem solving tecnologico sia verso le capacità di interdisciplinarità.
La rete Nanotech-Duesicilie affronta tematiche concernenti la divulgazione delle nanotecnologie attraverso l’elaborazione di brevi saggi destinati alle scuole, l’organizzazione di incontri tecnici con aziende del settore, il coordinamento di corsi post qualifica e post diploma quale ad esempio quello dal titolo “ Elaborazione di modelli didattici per nanotech”.
L’idea progettuale Nanotech@school nasce dalla collaborazione di Veneto Nanotech con il CIVEN (Coordinamento Interuniversitario Veneto per le Nanotecnologie) per mettere in evidenza la mission per le attività education che Veneto Nanotech ha cominciato ad organizzare dal 2004.
Questa iniziativa di formazione non accademica ha coinvolto una rete scolastica denominata ENIS ed in particolar modo le sue associate del Veneto.
L’obiettivo principale di Nanotech@school è quello di facilitare l’introduzione dell’insegnamento delle nanotecnologie nelle scuole secondarie superiori, fornendo agli insegnanti di materie tecnico scientifiche competenze e conoscenze nanotech da inserire all’interno dei vari insegnamenti.
Questa esperienza è stata affiancata dal “Nanoweek” ovvero la settimana delle nanotecnologie, dove gli studenti hanno potuto apprendere su: nanomateriali per l’imaging e le medicine rigenerative, le nanotecnologie per il settore agroalimentaree il packaging, le nanotecnologie per l’edilizia, le nanotecnologie per i settori del riscaldamento e del condizionamento.
Il terzo progetto “Nanotech for students" si inserisce per continuità dal progetto “Micro e nano nuove sfide tecnologiche", avvicinando i docenti di scuola e i loro studenti alla ricerca scientifica.
La selezione, al contrario di quella di Nanotech-Duesicilie, prevede lo svolgimento di un test scritto a risposta chiusa per valutare le conoscenze di base nelle discipline di fisica, chimica, biologia ed inglese.
La tempistica del progetto prevede le seguenti fasi: il test di selezione, la preparazione sperimentale del materiale nanostrutturato, l’introduzione alle attrezzature sperimentali, la caratterizzazione del materiale, la preparazione in classe della visita aziendale, la visita aziendale, la rielaborazione dell’esperienza (azione riflessiva), la presentazione dell’esperienza (azione sul percepito).
Altre progettazioni per l’introduzione delle nanotecnologie nelle scuole si riferiscono alla SPAIS 2006 (Scuola Permanente per l’Aggiornamento degli Insegnanti di Scienze) dove sono stati svolti seminari su “Le nanotecnologie e i nanomateriali “.
Un’iniziativa sviluppata nell’ambito di un protocollo d’intesa tra l’ufficio scolastico regionale per la Sicilia e le associazioni disciplinari degli insegnanti quali: AIC (Associazione Insegnanti Chimici ), AIF ( Associazione Insegnanti per la Fisica), ANISN (Associazione Nazionale Insegnanti di Scienze Naturali ), DDSCI (Divisione Didattica della Società Chimica Italiana).
Gli incontri della SPAIS 2006 si sono posti come obiettivo principale l’individuazione e l’approfondimento delle conoscenze di base della fisica, biologia e chimica per una migliore interpretazione dei contenuti fondamentali delle nanoscienze.
Nel 2008/09 un’altra iniziativa gestita dal progetto lauree scientifiche intitolata “Nanoscienze e nanotecnologie" è organizzata dal dipartimento di fisica dell’Università di Milano.
Particolare interessante di questo ultimo progetto è l’incontro di debriefing in cui gli insegnanti esplicano le loro percezioni riferite alla partecipazione al seminario tecnico sulle nanotecnologie.
Spesso con le azioni di debriefing si possono aprire nuove prospettive che richiedono di avviare un nuovo processo di comunicazione rendendo l’apprendimento dei fondamentali delle nanotecnologie ancora più accessibile.
L’auspicio è quello che tutte le esperienze didattiche descritte si possano confrontare ove determinare gli aspetti critici per migliorarli, le azioni corrette per evidenziarle come esempio da seguire in organizzazioni future.
Così come è stato fatto per la ricerca scientifica, anche per quella didattica è necessaria una mappatura degli eventi archiviando le esperienze compiute, i nomi delle persone coinvolte, le collaborazioni instaurate; questo per creare sinergie utili al miglioramento della azione-ricerca nel settore specifico e alla ricaduta didattica, fondamentale per definire i numeri di una ricerca scientifica sempre più innovativa e concreta.

Di Aldo Ficara
pubblicato su: AgoraVox Italia

domenica 15 febbraio 2009

NASCE IL BLOG “ DIECI ALLA MENO NOVE “


Il blog “ dieci alla meno nove “ si inserisce per continuità dal progetto Nanotech- Duesicilie, al suo interno saranno proposti articoli di divulgazione scientifica e tecnologica con particolare riguardo alle nanoscienze e nanotecnologie.
Attraverso i commenti il lettore potrà scambiare alcuni pensieri sul mondo della innovazione tecnologica e sulle prospettive di una nuova scienza interdisciplinare: la nanoscienza.
Si farà luce su nuove iniziative di imprenditoria industriale, mettendo in risalto gli sforzi per tradurre le idee delle nanoscienze nelle applicazioni nanotech.
Il blog è collegato con il sito di giornalismo partecipativo Agoravox Italia ed ha come obiettivo la divulgazione dei propri articoli su siti di consorzi di ricerca o d’aziende che operano nel settore tecnologico.
Ad esempio l’articolo “ COME LE NANOTECNOLOGIE CAMBIERANNO IL NOSTRO VIVERE QUOTIDIANO “ è stato riportato sulle news del sito di VENETO NANOTECH, mentre l’articolo “ LA NUOVA ERA DELL’IDROGENO “ è stato riportato sulle news dei siti di VENETO NANOTECH e della BNR Energia.
La redazione del blog accetterà articoli scientifici di terzi con il solo vincolo del taglio divulgativo del lavoro proposto e di una breve presentazione professionale dell’autore.
L’auspicio è quello di creare un luogo virtuale dove scambiare idee e news sul mondo delle nanotecnologie con il coinvolgimento di scuole, centri di ricerca, riviste e quotidiani scientifici, professionisti del settore, ripetendo lo stesso spirito culturale che negli anni scorsi ha dato vita a Nanotech- Duesicilie.
In questo periodo, la redazione del blog si sta occupando della stesura di un articolo di nanoelettronica, che sarà di prossima pubblicazione.

ALDO FICARA
pubblicato su: AgoraVox Italia

sabato 14 febbraio 2009

COME LE NANOTECNOLOGIE CAMBIERANNO IL NOSTRO VIVERE QUOTIDIANO


Cominciamo a fare un distinguo tra nanoscienze e nanotecnologie, le prime che risiedono nei laboratori di ricerca, rappresentano l’incontro interdisciplinare tra la biologia molecolare, la meccanica quantistica, la chimica supramolecolare e l’ingegneria dei materiali; le seconde, che stanno entrando prepotentemente nel settore produttivo, attraverso tecniche e processi industriali innovativi consentono la creazione ed utilizzazione di sistemi nanometrici ovvero di dispositivi delle dimensioni di un milionesimo di millimetro.
La materia a queste dimensioni assume caratteristiche fisico chimiche che possono essere radicalmente cambiate attraverso l’opportuna manipolazione degli atomi che la compongono.
Si vengono così a creare nuove strutture con proprietà meccaniche, elettriche, termiche, notevolmente migliorate rispetto agli stessi oggetti primitivi privi di manipolazione nanotecnologica.
Le tecniche d’intervento nanotech sono 2: quella “ top down” dall’alto verso il basso, in altre parole la riduzione del dispositivo fino a livelli nanometrici, e quella “bottom up” dal basso verso l’alto, ovvero l’assemblaggio di molecole o aggregati di molecole per realizzare opportune nanostrutture.
Facendo un semplice esempio, immaginiamo di costruire un modellino di casa, con le tecniche “ top down” si ricava la casa a colpi di scalpello da un ipotetico grande ed unico mattone, mentre la tecnica “bottom up” è assimilabile all’unione di singoli mattoncini (le molecole) che opportunamente aggregati originano l’oggetto voluto, in questo caso il modellino di casa.
Vediamo, ora, le ricadute pratiche delle nanotecnologie sulla nostra vita di tutti i giorni.
Nel settore medico si cominciano a produrre protesi ultraleggere e strutture al carbonio per guidare la rigenerazione di ossa e di tessuti. Importanti sono i cosiddetti “nanocluster” involucri di molecole vuoti all’interno, che potrebbero essere riempiti da principi attivi ed essere utilizzati come farmaci intelligenti che operano rilasciando il farmaco solo nel tessuto malato.
Infatti, nanoparticelle disciolte in un’opportuna soluzione possono penetrare all’interno delle cellule malate, e in seguito eccitate con particolari frequenze elettromagnetiche per distruggere il tumore senza bisogno d’operazioni invasive. Sono quasi in fase di lancio nuovi chip per verificare, attraverso test nanotech, se una persona è predisposta o no a contrarre malattie di tipo ereditario.
Nel settore dell’elettronica si studiano tecniche per ridurre le dimensioni dei circuiti integrati ( al di sotto dei 100 nm) per rendere i computer estremamente veloci e leggeri, con memorie sempre più grandi e potenti.
Interessanti sono le soluzioni nanotech sui tessuti, questi fra pochi anni, saranno autopulenti, infatti, si deposita sul tessuto uno strato di biossido di titanio di dimensioni nanometriche, ottenendo risultati sorprendenti.
La tecnica descritta è atossica, non costa molto ed elimina completamente ogni tipo di macchia quando il tessuto è colpito dai raggi solari. La luce solare provoca la scissione delle molecole che costituiscono “lo sporco” in anidride carbonica e acqua.
Altro settore che sarà rivoluzionato dalle nanotecnologie è quello dell’automobile, molti centri di ricerca stanno preparando film sottili ( pellicole) di materiale nanostrutturato che trasformano l’energia solare in energia elettrica.
Questi materiali potranno essere stesi sui vetri e sulle superfici della carrozzeria di un’autovettura garantendo una discreta quantità d’energia elettrica sfruttabile sia nei servizi ausiliari che in quelli di trazione.

Anche il fenomeno della contraffazione dei marchi potrebbe avere le ore contate, tecniche di nanoincisione il cosiddetto “hetching” in grado di scolpire segni di riconoscimento di poche decine di nanometri potrà scoraggiare ogni azione d’imitazione contro legge.
Altre innovazioni riguardano le lavatrici che contenendo al loro interno particelle di argento possono sterilizzare il bucato, le batterie che contenendo biossido di titanio nanostrutturato permettono, rispetto alle batterie tradizionali, più cicli di ricarica, calzature antiodore grazie a nanoparticelle antibatteriche, abiti idrorepellenti che respingono l’umidità, creme solari che permettono un’alta protezione contro i raggi UV, vernici antigraffio per auto, cementi autopulenti ed infine vestiti capaci di cambiare colore con il variare dell’intensità della luce o di diventare impermeabili quando comincia a piovere.
Terminando, forse, il fatto più indicativo dell’entrata nella nostra vita delle nanotecnologie lo evidenzia un fattore economico finanziario. Infatti, secondo alcune banche d’affari le aziende nanotech dovrebbero crescere al ritmo del 30% l’anno, e pertanto stanno lanciando sul mercato finanziario dei prodotti agganciati ad un paniere che segue l’andamento di borsa delle principali società nanotech quotate nel mondo.
Il futuro è già iniziato, speriamo sia roseo.

di Aldo Ficara
pubblicato su: AgoraVox Italia