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sabato 23 gennaio 2010

Microprocessori dalla Cina con furore


I primi computer super-economici interamente progettati ed assemblati in Cina sono già sul mercato dei pc e saranno equipaggiati con la CPU Godson, meglio conosciuta come "Dragon Chip".
I Godson sono microprocessori attualmente progettati e sviluppati dall'Istituto delle tecnologie di calcolo dell'Accademia delle scienze cinese, e dopo quattro generazioni, grazie ad un accordo con l'azienda franco-italiana STMicroelectronics saranno utilizzati all'interno dei portatili di molte aziende interessate al loro basso costo.
Questi microprocessori nonostante siano costruiti con una tecnologia più vecchia dell’attuale processo usato dalla Intel, nelle future versioni potrebbero arrivare ad 8 core.
Nell’immediato futuro i microprocessori Godson, a differenza dei precedenti che non sono compatibili x86, diventeranno compatibili con il mondo Intel, poiché nelle ultime versioni i ricercatori cinesi hanno inserito un nuovo set di 200 istruzioni.
In questo modo il chip cinese avrà performance che raggiungerà l’80 per cento di un originale Intel, con la conseguenza che il governo cinese si posizionerà al seguito di un mercato low-end, cambiandone radicalmente gli equilibri e gli assetti attuali.
Secondo le specifiche tecniche le prestazioni di un Godson-2 a 500MHz sono paragonabili a quelle di un Pentium 3 di Intel.
Questi elaboratori saranno venduti ad un prezzo compreso tra i 150 ed i 175 dollari, ogni computer sarà dotato di sistema operativo Linux, avrà 256MB di RAM DDR, disco rigido da 40 o 60GB ed un processore a 64 bit Godson-2, disponibile anche nella versione da 800MHz oppure 1GHz.
Il maggior numero di processori Godson è stato destinato al mercato interno della grande Repubblica Popolare, ma in futuro una crescita esponenziale delle esportazioni, in perfetto stile cinese, potrebbe causare notevoli attriti economici tra il colosso asiatico e le multinazionali occidentali dell’informatica.