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venerdì 17 dicembre 2010

La nanochimica per produrre idrogeno




Fonte immagine: http://www.cerm.unifi.it/CHGENIN1/lezione14_file/image005.jpg



La nanochimica rappresenta un'ottima soluzione per generare quantità massicce di H2, utili per alimentare grandi centri abitati e industrie. Attraverso questo sistema di conversione della radiazione solare, i raggi del Sole vengono concentrati per mezzo di specchi chiamati «eliostati» su un nanomateriale catalitico, che già a 800°C scinde l'acqua in idrogeno e ossigeno in un processo termochimico chiuso ad alta efficienza.
Si ricorda che la nanochimica è una nuova disciplina che si interessa delle proprietà uniche associate a insiemi di atomi o molecole su una scala compresa tra quella delle singole particelle elementari e quella del materiale grossolano. A questo livello, gli effetti quantistici possono essere significativi e si rendono anche possibili modi innovativi di effettuare reazioni chimiche.
Quindi attraverso l'innovazione nanotech sarà possibile l'uso di pannelli fotovoltaici associati a un elettrolizzatore, in modo da generare idrogeno da usare come combustibile «on-demand», per i sistemi di trasporto.
In elettrochimica, con il termine elettrolizzatore si indica una particolare cella elettrochimica che ha il compito di trasformare l'energia elettrica proveniente, ad esempio, da un sistema fotovoltaico in energia chimica. Tale processo è detto elettrolisi.



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