DIECI ALLA MENO NOVE CONSIGLIA LA LETTURA DELLA RIVISTA:

lunedì 29 febbraio 2016

Salviamo la ricerca italiana

Viene riproposto per motivi didattici il contenuto della lettera di Giorgio Parisi inviata all'Unione Europea



TESTO IN ITALIANO DELLA LETTERA PUBBLICATA SU NATURE

Chiediamo all’Unione Europea di spingere i governi nazionali a mantenere i fondi per la ricerca a un livello superiore a quello della pura sussistenza. Questo permetterebbe a tutti gli scienziati europei - e non solo a quelli britannici, tedeschi e scandinavi - di concorrere per i fondi di ricerca Horizon 2020.
In Europa i fondi di ricerca pubblici sono erogati sia dalla Commissione Europea che dai governi nazionali. La Commissione finanzia principalmente grandi progetti di collaborazione internazionali, spesso in aree di ricerca applicata, e i  governi nazionali finanziano invece  - oltre che i propri progetti strategici - programmi scientifici su scala più piccola, e operati “dal basso”.
Ma non tutti gli Stati membri fanno la loro parte. Per esempio l’Italia trascura gravemente la ricerca di base. Oramai da decenni il CNR non riesce a finanziare la ricerca di base,  operando in un regime di perenne carenza di risorse. I fondi per la ricerca sono stati ridotti al lumicino. I PRIN (progetti di ricerca di interesse nazionale) sono rimasti inattivi dal 2012, fatta eccezione per alcune piccole iniziative destinate a giovani ricercatori.
I fondi di quest’anno per i PRIN, 92 milioni di Euro per coprire tutte la aree di ricerca, sono troppo pochi e arrivano troppo tardi, specialmente se paragonati per esempio al bilancio annuale dell’Agenzia della Ricerca Scientifica Francese (corrispondente ai PRIN italiani) che si attesta su un miliardo di Euro l’anno. Nel periodo 2007-2013 l’Italia ha contribuito al settimo “Programma Quadro” europeo per la ricerca scientifica per un ammontare di 900 milioni l’anno, con un ritorno di soli 600 milioni. Insomma l’incapacità del Governo Italiano di alimentare  la ricerca di base ha causato una perdita di 300 milioni l’anno per la scienza italiana e  quindi per l’Italia.
Se si vuole evitare che la ricerca si sviluppi in modo distorto nei vari Paesi europei, le politiche nazionali devono essere coerenti tra di loro e garantire  una ripartizione equilibrata delle risorse.

TESTO DELLA LETTERA PUBBLICATA SU NATURE IN INGLESE

We call for the European Union to push governments into keeping their research funding above subsistence level. This will ensure that scientists from across Europe can compete for Horizon 2020 research funding, not just those from the United Kingdom, Germany and Scandinavia.
Europe's research money is divided between the European Commission and national governments. The commission funds large, transnational collaborative networks in mostly applied areas of research, and the governments support small-scale, bottom-up science and their own strategic research programmes.
Some member states are not keeping their part of the bargain. Italy, for example, seriously neglects its research base. The Italian National Research Council has not overseen basic research for decades, being itself starved of resources. University funding has dwindled to a bare minimum. The ministerial initiative known as PRIN (Research Projects of National Interest) has been defunct since 2012, apart from a few limited programmes for young researchers.
This year's PRIN allocation of a 92-million (US$100-million) funding call to cover all research areas is too little, too late. Compare this with the annual French National Research Agency’s allocation of up to 1 billion, or with Italy's 900-million annual contribution to the EU Seventh Framework Programme that ran in 2007–13. That resulted in a net annual loss of 300 million for Italian science.
To prevent distorted development in research among EU countries, national policies must be coherent and guarantee a balanced use of resources.

martedì 2 febbraio 2016

Lezione sul criterio di Routh

Esercizio numerico in classe confrontato con il seguente video prodotto su Youtube che contiene due errori di segno:





E' consigliato lo studio della presentazione sull'argomento pubblicato dall'Università di Modena - Reggio Emilia: http://www.automazione.ingre.unimore.it/pages/corsi/materialedidattico/CA0708meccatronica/CA-09-Routh.pdf

http://www.automazione.ingre.unimore.it/pages/corsi/materialedidattico/CA0708meccatronica/CA-09-Routh.pdf 

Gli errori di segno possono essere notati dalle due immagini riportate di seguito:







A correzione degli errori si propone il seguente video:



venerdì 15 gennaio 2016

Consolidata la collaborazione scientifica tra Italia e Stati Uniti


Cresce e si consolida la collaborazione scientifica tra Italia e Stati Uniti con la firma della nuova Dichiarazione congiunta sulla cooperazione scientifica e tecnologica per il biennio 2016-2017, incrementando i punti comuni di ricerca su nanotecnologie, agroalimentare, robotica, ICT e scienze della vita (http://www.esteri.it/mae/it/sala_stampa/archivionotizie/approfondimenti/italia-e-stati-uniti-rinnovano.html ).  Gli esperti dei due Paesi saranno impegnati a discutere di ricerca di base e innovazione all’ambasciata statunitense a Roma. Sono previsti interventi del ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca (Miur), Stefania Giannini, e dell’ambasciatore Usa in Italia, John Phillips. Entrambi gli eventi si sono tenuti in occasione della dodicesima riunione della Commissione mista Italia-Stati Uniti. Nel corso della cerimonia di firma della Dichiarazione, il capo dell’Unità per la cooperazione scientifica della Farnesina  e il vice capo missione dell’ambasciata americana  hanno espresso soddisfazione per le collaborazioni in corso e approvato sette aree prioritarie per il biennio 2016-2017. È stato inoltre ribadito l’impegno dei ricercatori dei due Paesi a cooperare nell’ambito di altrettanti gruppi di lavoro, uno per ogni area prioritaria, coinvolgendo le principali istituzioni scientifiche di Italia e Stati Uniti.

Aldo Domenico Ficara

giovedì 12 novembre 2015

Innovation comes from outer Space

Riceviamo dal NanotechItaly 2015 e volentieri pubblichiamo:

The session “Aerospace Related Applications”, in the context of the international conference “NanotechITALY2015”,  will devote special attention to technology transfer.
Space technology is known to improve the quality of life for everyone around the world. Highly innovative products based on it are widespread and used in everyday life; and the technology transfer is increasingly affecting almost all industry sectors. Successfully transferring space technologies to non-space sectors for applications is certainly a challenging and complicated operation; but it is feasible, by means of adequate investment especially in the long-term. This topic will be dealt with in the session “Aerospace Related Applications” which will be held on Wednesday 25th November 2015 at 1.45 PM (hall 215) in the context of the international conference “NanotechITALY2015”, Bologna, 25-27 November, Convention Center (via Gobetti, 101) inside the CNR Research Area Campus. Among the speakers: Pierluigi Bellutti, Fondazione Bruno Kessler; Laurent Marchand, European Space Research and Technology Centre, European Space Agency (ESTEC); and Nicola Pugno, University of Trento, Fondazione Bruno Kessler and also scientific and technical committee member of the Italian Space Agency (ASI).
 
 
www.nanotechitaly.it

venerdì 23 ottobre 2015

Chip grafico: come pilotare il convertitore digitale-analogico RAMDAC


Il funzionamento di una scheda video è, in linea di massima, molto semplice: ogni locazione di RAM grafica contiene il colore di un pixel dello schermo, o di un carattere se la scheda sta visualizzando solo testo; il chip grafico si limita a leggere in sequenza le locazioni necessarie (se sta lavorando in modo testo, ogni locazione viene elaborata da un generatore di caratteri) e a pilotare un convertitore digitale-analogico, detto RAMDAC, che genera il segnale video che sarà visualizzato dal monitor. Dalla quantità di RAM grafica equipaggiata nella scheda e dalla velocità (frequenza) massima del suo RAMDAC dipendono la risoluzione massima raggiungibile e il numero di colori contemporaneamente visibili. Il RAMDAC, Random Access Memory Digital-to-Analog Converter (dall'inglese Convertitore Digitale-Analogico con Memoria ad Accesso Casuale) è una combinazione di tre convertitori digitale-analogico (DAC), uniti a una piccola SRAM, utilizzato nelle schede video per memorizzare le tavolozze dei colori e generare un segnale analogico diretto a un monitor. Il numero del colore logico viene indirizzato dalla memoria video alla SRAM, dove viene selezionato una posizione della tavolozza corrispondente come output. Questa è composta da tre valori distinti, corrispondenti ai tre componenti (Rosso, Verde e Blu) del colore fisico desiderato. Ogni valore viene indirizzato a uno dei tre DAC, che si occupano di convertirlo in un segnale analogico per il monitor. La lunghezza di word di un DAC varia in genere da 6 a 10 bit, mentre quella della SRAM è tre volte maggiore. Essa agisce come un Color Look-Up Table (CLUT), una speciale Look-Up Table con in genere 256 posizioni (quindi un indirizzo a 8-bit). Può essere modificata mentre il display non è attivo. Nella modalità Truecolor (con 16,7 milioni di colori), la SRAM può essere bypassata e al DAC possono essere indirizzati direttamente i valori da visualizzare, e questo è diventato il metodo più comune a partire dalla metà degli anni 90, anche perché consente una frequenza di clock più alta per il RAMDAC, che nelle moderne schede video è di 400 MHz. Tutte le schede video possono visualizzare anche grafica tridimensionale (al limite anche quelle con sola modalità testo, se si accetta una rappresentazione ASCII art), ma senza funzioni apposite di accelerazione. L'intero lavoro di calcolo deve essere svolto, pixel per pixel, dalla CPU principale del computer, che viene spesso completamente assorbita da questo compito: una scheda grafica non tridimensionale si limita in pratica a visualizzare una serie di immagini bidimensionali che le vengono inviate dal sistema.

 

Aldo Domenico Ficara

venerdì 16 ottobre 2015

ABC SICUREZZA - Applicazione del D.Lgs. n. 81/2008 negli edifici scolastici



Questo lavoro nasce pochi giorni dopo l’approvazione in via ufficiale della "Giornata nazionale della sicurezza nelle scuole", che si terrà ogni anno il 22 novembre, data dell’anniversario del crollo avvenuto nel 2008 al liceo “Darwin” di Rivoli e che è costata la vita dello studente Vito Scafidi.
Il testo si propone di diffondere la cultura della sicurezza nella scuola italiana e migliorare la condivisione delle regole della prevenzione, favorendone un’efficace applicazione nei luoghi di lavoro. La normativa in materia, con i recenti aggiornamenti del decreto legislativo n. 81 del 9 aprile 2008, ha rafforzato la necessità di avvicinare l’individuo al concetto di salute e sicurezza e ha attribuito rilevanza strategica alla diffusione tra gli studenti dei valori, delle conoscenze e delle esperienze, necessari al governo dei rischi presenti negli ambienti di lavoro.
Diffondere la cultura della sicurezza nella scuola italiana e migliorare la condivisione delle regole della prevenzione, favorendone un’efficace applicazione nei luoghi di lavoro, è un impegno culturale affinchè non si dimentichino episodi dall’epilogo tragico come quelli che hanno coinvolto gli angeli di San Giuliano di Puglia o i ragazzi della casa dello studente dell’Aquila.


domenica 27 settembre 2015

Dieci alla meno nove su Cyclopaedia.net

Un articolo del nostro blog su cyclopaedia,net:

http://it.cyclopaedia.net/wiki/Microprocessori_monolitici

Cos'è cyclopaedia.net?
cyclopaedia è un motore di ricerca in ambito scientifico. Al pari di altri motori, anche cyclopaedia ricerca costantemente contenuti in Internet, limitandosi però a termini specialistici di carattere scientifico e a voci tipiche dei vari dizionari. Pertanto, rispetto a quelle eseguite dagli altri grandi motori, le ricerche effettuate da cyclopaedia da una parte sono significativamente limitate, dall'altra sono molto più specifiche per quanto attiene ai contesti tematici coperti da cyclopaedia. cyclopaedia mira a riportare in modo evidente su una pagina i risultati migliori e più adeguati dal punto di vista scientifico e lessicale riguardo al termine ricercato, in modo da poter condurre l'utente nel modo più efficace possibile verso la miglior fonte per la propria ricerca.
I risultati delle richerche effettuate da cyclopaedia si basano su algoritmi matematici automatici e non sono sottoposti ad alcun controllo manuale o verifica.