mercoledì 3 gennaio 2018

Inaugurato CUORE: il gigante freddo che studia i neutrini



Il 23 ottobre 2017, ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso (LNGS) dell’INFN è stato avviato l’esperimento CUORE (Cryogenic Underground Observatory for Rare Events), il più grande rivelatore criogenico mai costruito, concepito per studiare le proprietà dei neutrini. Nei primi due mesi di presa dati, l’esperimento ha funzionato con una precisione straordinaria, soddisfacendo pienamente le aspettative dei fisici che lo hanno realizzato.

Grazie alla notevole precisione raggiunta in questa prima fase, Cuore è già riuscito a restringere significativamente la regione in cui cercare il rarissimo fenomeno del doppio decadimento beta senza emissione di neutrini, principale obiettivo scientifico dell’esperimento. Rivelare questo processo consentirebbe non solo di determinare la massa dei neutrini, ma anche di dimostrare la loro eventuale natura di particelle di Majorana, fornendo una possibile spiegazione alla prevalenza della materia sull’antimateria nell’universo.

«Questa è solo l’anteprima di ciò che uno strumento di queste dimensioni è in grado di fare», commenta Oliviero Cremonesi, responsabile scientifico dell’esperimento CUORE. «Abbiamo grandi aspettative per il futuro. Nei prossimi cinque anni, infatti, CUORE registrerà una quantità di dati 100 volte superiore a quelli acquisiti in questo primo periodo di presa dati», conclude Cremonesi.

Il rivelatore di CUORE è un gigante di 741 chili realizzato con una tecnologia basata su cristalli cubici ultrafreddi di tellurite progettati per funzionare a temperature bassissime: 10 millesimi di grado sopra lo zero assoluto (–273,15 °C). La sua struttura è formata da 19 torri costituite ciascuna da 52 cristalli di tellurite purificata da qualunque contaminante. La più ardita sfida tecnologica affrontata dall’esperimento è stata la realizzazione del criostato in grado di mantenere a pochi millesimi di grado sopra lo zero assoluto le 19 torri sospese al suo interno. L’esperimento lavora in condizioni ambientali di estrema purezza, in particolare di bassissima radioattività. Il criostato è infatti schermato dalla pioggia di particelle che provengono dal cosmo, sia dai 1400 metri di roccia del massiccio del Gran Sasso, sia da uno speciale scudo protettivo realizzato grazie alla fusione di lingotti di piombo recuperati da una nave romana affondata oltre 2000 anni fa, al largo delle coste della Sardegna. Anche gli altri componenti del rivelatore, come ad esempio i supporti in rame che sostengono le torri, sono stati preparati in condizioni di bassissima radioattività e sono stati assemblati evitando qualsiasi contatto con l’aria per impedire contaminazioni provenienti dall’ambiente.

CUORE è un esperimento di altissima precisione che impiega una tecnologia unica al mondo e la sua costruzione ha richiesto oltre dieci anni di lavoro. Prima di completare CUORE i ricercatori hanno costruito un prototipo chiamato Cuore-0, composto da un’unica torre in funzione dal 2013 al 2015 i cui primi risultati sono stati annunciati nell’aprile 2015.

«Progettare e costruire CUORE è stata un'avventura straordinaria e vederlo in funzione è una grandissima soddisfazione – sottolinea Ettore Fiorini, professore emerito presso l’Università di Milano-Bicocca, che per primo ha proposto l'esperimento nel 1998 – L'idea di utilizzare rivelatori termici per la fisica del neutrino ha richiesto decenni di lavoro e lo sviluppo di tecnologie che oggi vengono applicate anche in settori molto distanti dalla fisica delle particelle elementari».

L’esperimento è frutto della collaborazione internazionale di oltre 150 scienziati provenienti da 25 diverse istituzioni, prevalentemente italiane e americane, ed è stato guidato da Oliviero Cremonesi, ricercatore INFN e docente all’Università degli Studi di Milano-Bicocca. L’Università Bicocca ha avuto un ruolo importante nello sviluppo di CUORE e il Dipartimento di Fisica “Giuseppe Occhialini” si conferma come realtà all’avanguardia nello sviluppo dei rivelatori termici. Il team di ricerca, costituito da 24 fisici del Dipartimento e della Sezione di Milano-Bicocca dell'INFN, ha contribuito all’esperimento in tutti i suoi  aspetti: la tecnologia dei bolometri, l’elettronica ultra-sensibile per la rivelazione del segnale termico, il sistema criogenico per il raffreddamento dei cristalli di tellurite, le tecniche per la riduzione dei contaminanti radioattivi e le metodologie di analisi per l’identificazione del doppio decadimento beta.

martedì 2 gennaio 2018

Università Milano-Bicocca: Il pensiero innovativo. Rispondere al cambiamento


Martedì 28 novembre alle 18.00, si è tenuto un appuntamento speciale nell’ambito di Innovation Pub, gli incontri all’ora dell’aperitivo per parlare di innovazione e ricerca in modo informale. Il tema è stato “Il pensiero innovativo. Rispondere al cambiamento” e ha trattato di come riconoscere modelli e/o relazioni fra idee, concetti, soluzioni, problemi, scenari e i loro elementi costitutivi, per generare poi soluzioni innovative. A confrontarsi su questo tema sono intervenuti:
·        Ferruccio de Bortoli - Presidente Associazione VIdas, ex direttore del Corriere della Sera e Il Sole24ore
·        Maria Cristina Messa - Rettore dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca

·        Danilo Porro - Pro Rettore alla Valorizzazione della Ricerca - Milano-Bicocca

sabato 28 ottobre 2017

L'estate 2017 è stata per l'Italia la seconda più calda dal 1800



L'estate 2017 è stata per l'Italia la seconda più calda dal 1800, dopo quella del 2003, il mese di agosto ha registrato un eccezionale deficit di pioggia contribuendo a rendere l'estate la quarta più secca dal 1800. Il tema è stato affrontato nel corso della conferenza annuale della Società italiana per le scienze del clima (Sisc), svoltasi il 26 ottobre presso l'Area della ricerca del Cnr di Bologna. A tal proposito, è stata proposta 'Estate in Italia', una nota dell'Isac-Cnr.

domenica 22 ottobre 2017

Multipli e sottomultipli nel Sistema Internazionale



Aldo Domenico Ficara

Da notare il 10 alla meno 9 con il prefisso nano riferito alle tematiche delle nanoscienze, oggetto di approfondimento in questo blog 

sabato 14 ottobre 2017

Rai Uno affronta la questione della ‘fuga di cervelli’



Il contenitore culturale di Rai Uno affronta la questione della ‘fuga di cervelli’. Se da un lato i nostri ricercatori sono tra i più premiati in Europa, dall’altro incontrano difficoltà nel fare ricerca. Da qui la decisione di emigrare all’estero. In questa situazione paradossale emergono, però, casi particolari di scienziati che hanno deciso di rientrare. Si fa il punto sullo stato dell’arte della ricerca in Italia, per capirne limiti e prospettive, con i contributi offerti dal presidente del Cnr, Massimo Inguscio e da Loretta del Mercato, ricercatrice dell’Istituto di nanotecnologie del Cnr di Lecce. “Il fatto che i ricercatori vadano all’estero è il sale della ricerca”, spiega Inguscio, che sottolinea poi come il problema di tanti scienziati validi, come la del Mercato, siano ancora precari è frutto di una mancanza “di una politica del reclutamento”. Questi ricercatori “costituiscono un bagaglio che non può essere disperso”, conclude il presidente del Cnr. Nonostante la situazione di precariato sia un problema, di fatto, ancora irrisolto, Loretta del Mercato lancia un messaggio di buon auspicio, invitando i colleghi a continuare nella ricerca di fondi, “italiani ma anche europei, con la speranza che inizi a crederci di più anche il governo”. Dopo il suo rientro in Italia, tra gli aspetti positivi riscontrati e che sottolinea, ci sono “infrastrutture e interdisciplinarietà. Ingredienti fondamentali per fare ricerca di eccellenza”.


domenica 8 ottobre 2017

L‘asteroide 2012 TC4 il prossimo 12 ottobre “sfiorerà” la Terra



È grande come una casa e si avvicina rapidamente alla Terra. L‘asteroide 2012 TC4 il prossimo 12 ottobre “sfiorerà” il nostro pianeta alla distanza di sicurezza 44.000 chilometri. Il piccolo sasso spaziale, dal diametro compreso fra 15 e 30 metri, viaggia attualmente alla velocità di 30mila chilometri orari, e passerà a una distanza pari a un nono della distanza tra Terra e Luna. Se fortunatamente è troppo lontano per rappresentare un pericolo, è comunque abbastanza vicino per offrire agli astronomi un’ottima opportunità per testare il coordinamento internazionale di monitoraggio degli oggetti celesti che orbitano pericolosamente vicino alla Terra, i cosiddetti Neo (Near Earth Objects).


sabato 7 ottobre 2017

Spazio Galilei di Città della Scienza: Viaggio al Polo Nord



L’Artico è il protagonista della mostra Cnr ‘Artico – Viaggio al Polo Nord’ inaugurata nello Spazio Galilei di Città della Scienza. Un viaggio interattivo che guida il pubblico alla scoperta delle peculiarità del polo Nord e dei fenomeni osservati attraverso installazioni fisiche e multimediali, esperimenti interattivi, apparecchiature scientifiche, ricostruzioni in scala, documenti, oggetti e immagini suggestive. “E’ uno splendido esempio di come la scienza debba essere divulgata, di come le persone debbano essere informate sull’importanza della scienza”, afferma Massimo Inguscio, presidente del Cnr.