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venerdì 27 agosto 2010

Il nanotech nascosto



Fonte immagine: http://www.logismarket.it/ip/ala-segnaletica-segnaletica-aziendale-segnaletica-aziendale-433469-FGR.jpg



Una ricerca dell'università del Wisconsin ha evidenziato che molti statunitensi, forse per motivi religiosi, riterrebbero le nanotecnologie «moralmente inaccettabili»; mentre gli europei, che sono tradizionalmente molto più sospettosi sul fronte Ogm, si dimostrerebbero più tolleranti verso lo sviluppo della ricerca sul nanotech.
Un primo passo è stato già fatto, infatti, la Commissione Ue, per facilitare questa tolleranza sociale al nanotech, ha deciso di muoversi d'anticipo, e all'inizio di febbraio del 2008, dopo una consultazione pubblica, ha elaborato un apposito codice di condotta volontario , che prevede tra le altre cose, la responsabilità dei centri di ricerca per eventuali 'incidenti'.
Per questo motivo è auspicabile che sia il vecchio continente a prendere in mano le redini della prossima rivoluzione tecnologica, dando il dovuto riconoscimento ad una corretta divulgazione della disciplina.
Una corretta divulgazione della ricerca sulle nanotecnologie, avrebbe come principale fine, quello di informare la popolazione sui vantaggi tecnologici e sociali che si avrebbero in un territorio dedicato a questo tipo di sviluppo innovativo.
Nonostante ciò, secondo una ricerca di Polis 2000, l'83 per cento degli italiani afferma di non sapere nulla del settore nanotecnologie.
Siamo forse di fronte ad un nanotech nascosto?

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