domenica 1 dicembre 2024

I due teoremi di De Morgan ( video )

 


I due teoremi di De Morgan sono duali:

Con riferimento a termini insiemistici, il primo si enuncia affermando che se un elemento non appartiene ad  per , allora o non appartiene ad  o non appartiene a  o non appartiene ad entrambi. Il secondo teorema si enuncia affermando che se un elemento non appartiene ad , allora non appartiene ad  e non appartiene a .


lunedì 25 novembre 2024

Le porte logiche spiegate nel progetto Lele ( il video )

 

Porte Logiche

Le porte logiche, che in matematica ed informatica, sono conosciute come operatori logici, in elettronica sono di fatto dei componenti elettronici, in grado di combinare uno o più segnali in ingresso, fornendo un altro segnale in uscita.
Ogni porta logica ha quindi uno o più ingressi, ed una uscita, si presentano con il classico package da integrato, dove nello stesso integrato possono essere presenti più porte logiche.
Ogni porta logica necessità di alimentazione, e come in tutti gli integrati, sono presenti i 2 pin che alimentano contemporaneamente tutte le porte contenute all’interno, quindi ogni integrato presenta sempre solo 2 pin di alimentazione indipendentemente dal numero di porte contenute all’interno.


giovedì 21 novembre 2024

Esercizi sulle operazioni aritmetiche nel sistema binario



Eseguire le seguenti moltiplicazioni nel sistema binario ed effettuare la verifica convertendo gli operandi e il risultato nel sistema decimale. 

1) 101101 × 101 [R. 11100001 ] 

2) 1001 × 11010 [R. 11101010 ] 

3) 100011 × 110 [R. 11010010 ] 

4) 11111 × 11 [R. 1011101 ] 

Eseguire le seguenti moltiplicazioni nel sistema binario ed effettuare la verifica mediante divisione nel sistema binario. 

5) 10110 × 101 [R. 1101110 ] 

6) 110011 × 1001 [R. 111001011 ] 

7) 10110 × 1100 [R. 100001000 ] 

8) 10101 × 110001 [R. 10000000101 ] 

Eseguire le seguenti divisioni nel sistema binario, determinando il quoziente e il resto. Effettuare la verifica convertendo gli operandi e il risultato nel sistema decimale. 

9) 1100111 : 101 [R. Q = 10100; R = 11 ] 

10) 11011011 : 1001 [R. Q = 11000; R = 11 ] 

11) 1001110 : 110 [R. Q = 1101; R = 0 ] 

12) 1100111 : 1101 [R. Q = 111; R = 1100 ] 

Eseguire le seguenti divisioni nel sistema binario, determinando quoziente e resto. Effettuare la verifica mediante moltiplicazione (e addizione in presenza di resto) nel sistema binario. 

13) 1100111 : 1010 [R. Q = 1010; R = 11 ] 

14) 11111111 : 10001 [R. Q = 1111; R = 0 ] 

15) 11010110 : 1010 [R. Q = 10101; R = 100 ] 

16) 101110 : 101 [R. Q = 1001; R = 1 ] 

Calcolare il valore delle seguenti espressioni nel sistema binario ed effettuare la verifica convertendo gli operandi e il risultato nel sistema decimale. 

17) 1001 × (1100 + 1001) [R. 10111101 ] 

18) 1011011 – (1101 × 110) [R. 1101 ] 

19) (1101 × 1001) – (10101 × 11) [R. 110110 ] 

20) [(1001 – 110) × (11001 – 1011)] + [(1100 + 110) × 1001] [R. 11001100 ] 

21) (1100101 + 1001101) : (10011 – 111) [R. Q = 1110; R = 1010 ] 

22) (10101 × 101) : (1001 × 110) [R. Q = 1; R = 110011 ]

domenica 17 novembre 2024

Da Newton al codice colori dei resistori






Newton scoprì che facendo passare un raggio di luce bianca solare attraverso un prisma di vetro a base triangolare, esso emergeva dal prisma scomposto nei sette canonici colori dell'arcobaleno: rosso, arancio- ne, giallo, verde, azzurro, indaco e violetto. Questa successione di colori viene ripresa per ricordare le cifre per calcolare la resistenza di un resistore. Di seguito le tabelle dei codici dei colori dei resistori:


Di seguito all'interno del progetto Lele la lezione di elettrotecnica del Prof Aldo Domenico Ficara: Il codice dei resistori colori 



lunedì 15 aprile 2024

Arduino l'open hardware cresciuto ad Ivrea che perfino la Intel ci invidia

 



Una brutta storia, nata da una delle realtà più belle della tecnologia made in Italy. Nel cuore di Arduino, il processore open hardware cresciuto ad Ivrea che perfino la Intel ci invidia, è infatti scoppiata la guerra.

Da una parte quattro dei cinque soci storici, compreso il “padre” e il volto pubblico del progetto Massimo Banzi, dall’altra Gianluca Martino che da sempre si occupa concretamente della produzione delle schede. Più un sesto incomodo, Federico Musto, che da lunedì sostiene di essere il nuovo timoniere che porterà il processore italiano verso la conquista di nuovi mercati. Il tutto ad insaputa dei quattro fondatori sopra citati, Massimo Banzi in testa. Viene subito in mente la cacciata di Steve Jobs dalla Apple nel 1985, o l’allontanamento dalla Sony di Ken Kutaragi, l’ideatore delle prime tre PlayStation. Ma qui c’è la componente italiana, farsesca per molti versi, che rende lo scontro in seno ad Arduino diverso.

“E’ surreale quel che sta accadendo”, racconta da Londra Massimo Banzi. “Qualche giorno fa ho letto sulle agenzie della cosiddetta svolta corporate di Arduino, senza che noi ne sapessimo nulla. E ho appreso che questo signore, che nulla a che fare con la nascita di Arduino né con la sua gestione, sarebbe diventato il nuovo amministratore delegato”

Si riferisce a Federico Musto?
“Esatto”

Mi perdoni, come è possibile che qualcuno arrivi e dica che è alla guida di Arduino se c’entra relativamente poco?
“Appunto: come è possibile? E perché in tanti gli hanno dato retta? La questione è semplice. Fra noi, fra noi quattro e Ginaluca, c’era una visione diversa. E’ proprietario della fabbrica di Arduino ad Ivrea ed è sempre stato contrario all’internazionalizzazione del nostro progetto”

Si spieghi meglio.
“Arduino è un progetto open hardware: chiunque può fabbricarlo, i progetti e gli schemi sono online. Quello che differenzia la versione per così dire originale è la sua identità. L’essere al centro del movimento dei maker da dieci anni. E’ un brand perché ha una sua filosofia e una storia. L’hardware puro e semplice non è il centro. Ci sono diverse fabbriche che realizzano le schede Arduino in giro per il mondo. Quella di Ivrea però, che è di Gianluca, ha avuto storicamente una quota importante nella produzione. La mia idea di espandersi nel mondo cozza con la sua che teme di dover ridurre la produzione. Ma se vuoi davvero sbarcare in Cina, dove già copiano Arduino perfino con il nostro logo, non puoi farlo continuando a tenere la maggior parte della produzione in Italia”.

Di qui la spaccatura?
“Gianluca Martino ha messo Musto a capo della società che produce le schede in Italia, quella che ha il sito Arduino.org, che non c’entra con il sito storico Arduino.cc. Si sono appropriati del nome visto che non è un marchio registrato, comunicando ai quattro venti che è tutto nelle loro mani. Hanno perfino fatto riferimento all’accordo con la Intel, quando sono io che l’ho siglato. Parlano di una svolta internazionale mentre Arduino sono anni che ha uffici in America, Svezia, India… Senza dimenticare che dei cinque fondatori due sono statunitensi, uno è spagnolo e poi ci siamo noi due italiani. Arduino è nato come una realtà internazionale. E Musto in questa storia non c’entra nulla. Ha solo collaborato con noi ad un progetto e si è poi inserito sfruttando i dissapori all’interno del gruppo”.

Dissapori di lunga data?
“Si, ci sono altre questioni ed azioni legali in corso. Non posso scendere nei dettagli proprio perché le cause sono in pieno svolgimento”.

Come mai la Intel si è interessata a voi?
“Intel si è accorta di essere assente nel mondo dei maker. Ci hanno contatto per fare un prodotto che abbia Intel come base e che possegga la filosofia Arduino. La scheda Galileo è nata così. Di nuovo: la costruzione dell’hardware è questione non fondamentale. Noi stiamo cambiando il mondo, dando alle persone la possibilità di inventare. Ma anche restando nelle logiche di business, è ovvio che sulla produzione di hardware puro gli spazi si riducono. Devi essere un brand in primo luogo, avere un marchio e una identità forte. E’ sull’identità che si costruisce il nostro business futuro. Dunque anche sugli accordi con la Intel, che legittimano un percorso, sono un riconoscimento per Arduino. Chiaramente la strategia di trasformare Arduino in una azienda globale di questo tipo a Gianluca Martino non piaceva perché è legato alla produzione pura”.

E ora cosa farete?
“Aspettiamo di vedere cosa diranno questi signori. La loro strategia è semplice: prima che la causa si concluda ci vorrà tempo e intanto loro hanno sollevato un polverone accreditandosi come i referenti per Arduino. Abbiamo cercato di sanare la frattura parlando perfino con Musto che però sosteneva di non poterci incontrare perché era in Cina mentre invece incontrava i giornalisti per dire di essere al timone di Arduino”.

Sembra difficile che qualcuno che abbia voglia di costruire un progetto con Arduino parli con Musto invece che con lei. 
“Si, è improbabile. Per altro sono qui a Londra a stringere accordi con aziende della stazza di Intel. Ma questa storia non fa bene ad Arduino e mi fa male anche sul piano umano perché è la fine di un’amicizia di lunga data. Insomma: un peccato, da tutti i punti di vista”

 

Articolo ripreso dal blog playground.blogautore.repubblica.it – autore: Jaime d’Alessandro

sabato 6 aprile 2024

La BCMI acquista il 100% di Arduino AG, la società che possiede tutti i marchi Arduino.


Riportiamo integralmente un articolo del Sole 24 Ore che spiega l'acquisto da parte della BCMI, società fondata da Massimo Banzi, David Cuartielles, David Mellis and Tom Igoe, che ha acquisito il 100% di Arduino AG, la società che possiede tutti i marchi Arduino. Di seguito l'articolo:

Un nuovo capitolo. Forse quello definitivo. La BCMI, società fondata da Massimo Banzi, David Cuartielles, David Mellis and Tom Igoe ha acquisito il 100% di Arduino AG, la società che possiede tutti i marchi Arduino. La notizia è stata diffusa con una nota ufficiale firmata BCMI, nella quale vengono comunicati anche i nuovi ruoli societari: a Massimo Banzi le cariche di Chairman e CTO, mentre il posto da CEO finisce a Fabio Violante. Federico Musto, socio di Arduino col quale erano nate le dispute degli ultimi anni, non fa invece parte di BCMI e rimane dunque fuori dal futuro dall'azienda italo-americana che produce la scheda alla base del movimento dei makers.

Banzi: inizia una nuova era

«Per Arduino - ha detto Massimo Banzi al Sole24Ore subito dopo l'ufficializzazione dell'operazione – è l'inizio di una nuova era in cui rafforzeremo e rinnoveremo il nostro impegno per l'hardware e il software open source. Allo stesso tempo imposteremo l'azienda su un percorso di crescita finanziaria sostenibile. La nostra visione rimane quella di sempre, ovvero abilitare le persone a innovare attraverso l'elettronica». Lo stesso fondatore, ha aggiunto che grazie al rasserenamento che questa acquisizione porta in ambito societario, Arduino «guarderà sempre avanti e avrà più tempo per approcciarsi a nuovi settori dell'innovazione come l'Internet of Things». IoT nel futuro, dunque. E la conferma arriva dalle dichiarazioni del nuovo CEO, Fabio Volante: «Arduino continuerà ad applicare la sua ricetta vincente per la democratizzazione dell'Internet of Things per le persone, gli insegnanti, i liberi professionisti e aziende».

Un matrimonio durato poco

I fondatori della BCMI sono di fatto i fondatori di Arduino. E con questa operazione, della quale non sono stati resi noti i termini economici, tornano in possesso di una delle aziende più vivaci del panorama open source. Va ricordato che nell'ottobre 2016 era stato siglato un armistizio fra la “cordata” di Banzi e quella di Musto, collaboratore che, dopo aver preso il controllo della Smart Projects di Ivrea da Gianluca Martino, gli ha cambiato il nome in Arduino Srl, contenendo la proprietà di Arduino ai fondatori. Con una nota congiunta, i due “nemici” che si contendevano il marchio, e cioè Arduino LLC (Arduino.cc) e Arduino srl (Arduino.org), avevano ufficializzato l'accordo che metteva fine alle divergenze degli ultimi mesi. Un accordo dal quale era nata la “Arduino Holding”. Ora l'acquisizione da parte di BCMI.

Di seguito una intervista del 2024 al CEO di Arduino Fabio Violante: