DIECI ALLA MENO NOVE CONSIGLIA LA LETTURA DELLA RIVISTA:

venerdì 9 aprile 2010

Oggi Apple, ieri Olivetti.

La leadership dell'Olivetti nella meccanica dei calcolatori e delle macchine per scrivere aveva attenuato, negli anni sessanta, la capacità di intuire quei deboli segnali, premonitori della imminente rivoluzione microelettronica che avrebbe in poco tempo trasformato il mondo della elettronica applicata.
Nel 1965 l’ingegner Perotto realizzò la “Programma 101”, meglio conosciuta come la “Perottina”, si trattava di una macchina da tavolo con stampante e tastiera incorporati, del peso complessivo di 30 chili, che usava come memoria una scheda magnetica come ingresso ed uscita, e la cosiddetta “linea magnetorestrittiva” al posto dei nuclei ferritici, sostituzione quest’ultima che può essere ricordata come il simbolo di un livello scientifico, per quei tempi, di assoluta avanguardia mondiale.
Questo prodotto informatico, precursore degli attuali pc, adottava un nuovo linguaggio di programmazione, antenato del Basic, basato su sedici istruzioni e stampava su una striscia di carta alla velocità di 30 caratteri al secondo.
Sempre nel 1965 la “ Perottina “ fu esposta al “Bema Show” di New York, che rappresentava una delle più importanti fiere per l’innovazione tecnologica, in quel contesto il pubblico di esperti ed appassionati, trovandosi di fronte al primo computer da tavolo si entusiasmò, a tal punto, che ne furono vendute 44000 esemplari.
Alcune Perottine furono acquistate anche dalla NASA, in quel tempo impegnata con le missioni Apollo alla conquista della luna, mentre le aziende concorrenti che rimasero in un primo momento attonite dalla novità tecnologica, poi cominciarono a copiare i sistemi elettronici del prodotto informatico italiano.
La Hewlett-Packard con la sua proposta “HP-9100”costruì solo un clone della “perottina”, certificandone l’indiscusso primato di originalità progettuale.
Oggi parliamo con insistenza dell’ultimo nato in casa Apple, l’iPad, e non possiamo che augurargli una miglior fortuna sulle sue prospettive di sviluppo, rispetto ai fatali errori di programmazione industriale che oltre 40 fa affossarono un prodotto tecnologico, tutto italiano, dalle enormi potenzialità economiche come la “Perottina”.

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