DIECI ALLA MENO NOVE CONSIGLIA LA LETTURA DELLA RIVISTA:

sabato 27 dicembre 2014

Dieci alla meno nove citato su Sp.In.A.

http://www.spina.ro.it/wp-content/uploads/2011/06/Spina-Mail.NL-num.58.pdf


NOTIZIE DALL’ITALIA E DAL MONDO
 
 
- Hydro2™ refrigerio nanotecnologico avanzato

- Tenda fotovoltaica avvolgibile

- Cellulari: la batteria si ricaricherà parlando
 
 

venerdì 12 dicembre 2014

Cosa è la disciplina dei sistemi automatici ?


Su cosa sia la disciplina di sistemi automatici,  in un post pubblicato all’interno di  un forum tematico, si è trovata questa descrizione: “ L'automatica è la disciplina ingegneristica che studia metodi e criteri per la realizzazione di dispositivi (elettronici, meccanici, elettrici...) che si auto-regolano, cioè che manipolano automaticamente le variabili di ingresso per renderle più vicine possibili agli effetti desiderati; esempi possibili sono: un termostato che autoregola la temperatura della caldaia di un'abitazione o il pilota automatico di un aereomobile. I comportamenti delle variabili di ingresso e le relazioni tra ingressi ed uscite (anche chiamate cause ed effetti) sono espresse da modelli logici e matematici: gli schemi a blocchi costituiscono il modo più elementare per rappresentare le funzioni di trasferimento, le quali opportunamente accorpate rappresentano l'evoluzione nel tempo delle variabili controllate.  La retroazione è il concetto chiave su cui è fondata quasi tutta la materia: essa è sostanzialmente una reimmissione nel sistema delle informazioni elaborate dal sistema stesso al fine di perfezionarle ed affinarle ripetutamente fino al raggiungimento dei valori desiderati. Per rappresentare la maggior parte dei fenomeni si ricorre a modelli matematici dinamici in cui l'incognita non è una variabile bensì una funzione pertanto sono ampiamente adoperate le equazioni differenziali lineari a coefficienti costanti e le trasformate di Laplace, strumento, quest'ultimo, utilissimo per trasformare il problema dell'equazione differenziale in un'equazione algebrica di più facile risoluzione. Tutti gli altri argomenti presenti nel programma di automatica non sono altro che criteri, metodi, tecniche ed elaborazioni eseguite al fine di rappresentare ed ottimizzare la funzionalità e lo studio stesso dei sistemi automatici “.

Lezione al rientro di una occupazione scolastica ( 5BE  ITT-LSSA N.Copernico  Barcellona PG )

lunedì 17 novembre 2014

Elaborazione di una lezione in classe: Le quattro operazioni con i numeri binari


Il sistema numerico binario è un sistema numerico posizionale in base 2. Esso utilizza solo due simboli, di solito, indicati con 0 e 1, invece delle dieci cifre utilizzate dal sistema numerico decimale. I numeri binari sono utilizzati in informatica, grazie all'utilizzo della logica booleana all'interno circuiti elettrici digitali. I numeri binari possono essere messi in relazione tramite operazioni aritmetiche, con regole simili a quelle del sistema decimale. Le quattro operazioni aritmetiche eseguibili sono: Addizione , Sottrazione, Moltiplicazione e Divisione.

ADDIZIONE                                                                                                              

L'addizione tra due o più numeri binari si esegue come una normale addizione. Però bisogna tenere conto di questa regola:

·       0+0=0

·       1+0=1

·       0+1=1

·       1+1=0  R=1

SOTTRAZIONE                                                                       

Anche la sottrazione tra due o più numeri binari si esegue come una  normale sottrazione. Esistono due metodi per risolvere una sottrazione:

·        essendo che 0-1 non si può fare si presta 2 unità dalla cifra successiva;

·        si scrive il minuendo così come dato si scrive il sottraendo da destra verso sinistra si aggiunge 1 e si addizione tutto.

MOLTIPLICAZIONE                                                                       

La moltiplicazione tra due o più numeri binari si esegue come una normale moltiplicazione ma con eccezione della somma finale che si risolve come un'addizione binaria.

DIVISIONE                                                                                                    

La divisione tra due o più numeri binari si risolve come una normale divisione.


Paola Scilipoti ( studentessa II liceo scientifico dell'ITT - LSSA di Barcellona Pozzo Di Gotto )

                                               

sabato 8 novembre 2014

Diagramma di Bode


Un diagramma di Bode è una rappresentazione grafica della risposta in frequenza di un sistema lineare stazionario (LTI) e che consiste in due grafici che rappresentano rispettivamente l'ampiezza (o modulo) e la fase della funzione complessa di risposta in frequenza. Ricordiamo che si parla di risposta in frequenza quando la funzione di trasferimento di un sistema lineare tempo invariante viene sollecitata da un ingresso di tipo sinusoidale con pulsazione ω al variare di questa. Il nome di questo tipo di rappresentazione è dovuta allo scienziato Hendrik Wade Bode, pioniere nello studio della teoria dei controlli e delle telecomunicazioni elettroniche. Contrariamente alla rappresentazione polare, o diagramma di Nyquist, la rappresentazione di modulo e fase della funzione di trasferimento non avviene su di un solo piano cartesiano, ma in due distinti che hanno entrambi in ascissa, come variabile indipendente, la frequenza o la pulsazione e in ordinata appunto il modulo dell'ampiezza usualmente espressa in decibel o il modulo della fase espressa in gradi o radianti. I due diagrammi possono raramente essere modificati l'uno dall'altro indipendentemente - se si modifica la risposta in modulo molto probabilmente verrà modificata la risposta in fase e viceversa. Per sistemi a fase minima è possibile risalire al diagramma della risposta della fase dal diagramma della risposta del modulo tramite la Trasformata di Hilbert. Il diagramma di Bode trova applicazione, ad esempio, nella teoria dei controlli, nella teoria dei sistemi, nella progettazione di filtri e amplificatori.

Sitografia consigliata:

https://www.youtube.com/watch?v=5knn2n2fiPI

https://www.youtube.com/watch?v=juuMnI2g25Y

Lezione di sistemi automatici:Criterio di Nyquist


In teoria dei sistemi il criterio di Nyquist determina la stabilità asintotica di un sistema dinamico in retroazione. Il criterio afferma che, dato un sistema di controllo in retroazione avente funzione di trasferimento ad anello aperto G(jω)·H(jω), e se P è il numero di poli di questa funzione a parte reale positiva, il sistema di controllo è stabile se e solo se il diagramma di Nyquist della funzione d'anello aperto compie esattamente P giri in senso antiorario attorno al punto (-1,0). Un caso particolare di questo criterio è il criterio di Bode, il quale afferma che un sistema di controllo in retroazione, avente funzione d'anello aperto stabile (P=0), è a sua volta stabile se e solo se il diagramma di Nyquist della funzione d'anello aperto non compie giri attorno al punto (-1,0). Formulato nel 1932, discende direttamente dall'applicazione del criterio di Mikhailov (metodo grafico per la determinazione della stabilità di polinomi) ai denominatori della funzione d'anello, che a sua volta si basa sul principio dell'argomento.

Sitografia consigliata:

http://www.dei.unipd.it/~meme/EsempiCriterioNyquist.pdf

 

Lezioni scolastiche:

https://www.youtube.com/watch?v=Lpkgj0j4xTY

https://www.youtube.com/watch?v=boKpPe_TlHs

https://www.youtube.com/watch?v=3QgupkM5m_I

https://www.youtube.com/watch?v=akhpwEn22vg

 

Lezioni Accademiche:

https://www.youtube.com/watch?v=WoE9BhO4LxM

https://www.youtube.com/watch?v=E3EF-uL1AmM

 

Diagrammi di Nyquist per CLIL in inglese

https://www.youtube.com/watch?v=mgIvOk9JGKY

http://youtu.be/le_BEA4pMWg

http://youtu.be/khFCmFFZxxI

http://youtu.be/ziewH6KPX5c

http://youtu.be/95ktaq7ybr0

http://youtu.be/MLoL6pyEqnw

http://youtu.be/IrZH7h91TTY

http://youtu.be/Y0KURoLGeNg

http://youtu.be/vWioqbkjPJY

http://youtu.be/pIlUAdqxHXc

http://youtu.be/Orf7Lf3DqzA

http://youtu.be/mihkXZZbfDY

http://youtu.be/izC-hUXGoxg

http://youtu.be/pYSXjoSKdQ0

http://youtu.be/3MgtRJVyy18


Diagrammi di Bode per CLIL in inglese

http://youtu.be/7dOrJMcOseU

http://youtu.be/5-cJt57e9i0

http://youtu.be/0BGDy6V2Mio

http://youtu.be/-mNk_Y0OvfQ

http://youtu.be/IfR2pkCW3o4

http://youtu.be/IfR2pkCW3o4

http://youtu.be/AD7Dg2GhXyQ

http://youtu.be/-k4wLBkdmIs

http://youtu.be/kN29HJZEOMY

http://youtu.be/h5pEPUX7-kU

http://youtu.be/ZRlCdSOG3XU

http://youtu.be/Hz2dAVEGAZ4

http://youtu.be/EYmB30HWkCI

http://youtu.be/8kO50rSP20o

http://youtu.be/3FGwmYobwUc

http://youtu.be/Qfd7FG1MJJg


 

 

 

giovedì 6 novembre 2014

Lezione di sistemi automatici: come far capire il concetto di stabilità


L’analisi della stabilità in questo esempio prevede di dare una leggera spinta alla
sfera e osservare il suo movimento in ciascuna delle tre situazioni. Nel caso della superficie concava, a seguito della spinta la sfera oscilla in avanti e indietro, ma l’attrito causa il rallentamento della sfera, che prima o poi si ferma nel punto in cui si trovava inizialmente. Un ingresso (forza) finito risulta in un movimento finito con una posizione che converge a zero (la sfera si ferma). Il punto di equilibrio del sistema si dice asintoticamente stabile.
Se la superficie è piana, in risposta alla spinta ricevuta la sfera comincia a rotolare sulla superficie piana e in seguito per l’attrito si ferma in un nuovo punto, cosicché la posizione rimane costante da quell’istante di tempo in poi. Un ingresso (forza) finito risulta in una posizione limitata che non converge a zero. Il punto di equilibrio del sistema si dice semplicemente o marginalmente stabile. Peraltro, se la superficie è leggermente inclinata o sviluppa una curvatura leggermente convessa, la sfera continua a rotolare, non fermandosi mai. Nel caso di superficie convessa, infine, successivamente all’applicazione della forza la sfera rotola verso il basso sulla superficie, continuando a mantenere una velocità non nulla, con una posizione che tende a divergere. Nel caso di superficie che si estende all’infinito, ad una forza in ingresso finita corrisponde una posizione divergente. Il punto di equilibrio del sistema si dice instabile.
Riassumendo, nel primo caso il sistema, che si trova in una condizione iniziale di quiete, viene sottoposto ad una perturbazione finita e di durata limitata, cui risponde riportandosi nel punto iniziale di equilibrio (equilibrio asintoticamente stabile). Nel secondo caso, invece, il sistema si porta in una nuova situazione di equilibrio diversa da quella iniziale (equilibrio indifferente o marginalmente stabile). Infine, nel terzo caso il sistema anziché raggiungere una condizione di equilibrio dopo la perturbazione, continua ad evolvere nel tempo, fornendo una risposta divergente: la
velocità della sfera cresce indefinitamente (equilibrio instabile).

 

Sitografia consigliata:

https://www.youtube.com/watch?v=-7qKJa4TcRA

venerdì 15 agosto 2014

Roberto Cingolani spiega cosa ci aspetta nei prossimi 15 anni in tema di robotica e nanotecnologie

Roberto Cingolani, uno dei "campioni" dell'innovazione italiana, ci racconta la sua esperienza e il suo lavoro. Cosa ci aspetta nei prossimi 15 anni in tema di robotica e nanotecnologie?

sabato 21 giugno 2014

NanotechItaly 2014 focus | Terza edizione del Premio “Giovanna Cadini”

L’interesse di Veneto Nanotech per la nanomedicina e per le tematiche ad essa legate si conferma ancora una volta grazie anche alla terza edizione del Premio in memoria di Giovanna Cadini, che verrà assegnato a novembre in occasione di NanotechItaly2014.
Nel 2012 il premio è andato a Giorgio Speranza, ricercatore senior della Fondazione Bruno Kessler di Trento, per un lavoro sulla possibilità di ridurre la resistenza alla chemioterapia per i pazienti, sintetizzando nanovettori  per il rilascio controllato di farmaci e, nel 2013, da Rashmi Prabu dell’Indian Institute of Chemical Technology di Mumbai per un abstract sulla progettazione, sintesi e caratterizzazione di un nanovettore cationico per il trattamento del melanoma.
 Anche quest’anno, in occasione della settima edizione di NanotechItaly in programma a Venezia dal 26 al 28 novembre 2014, una giuria di esperti selezionerà il vincitore del premio di 1.000 euro tra le proposte di ricerca (abstract) presentate nel campo della nanomedicina.
“Per Veneto Nanotech la ricerca applicata nell’ambito della nanomedicina è una priorità fondamentale perseguita da anni con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita delle persone con un impatto diretto sulla società.  Da sempre – spiega Nicola Trevisan Direttore Generale di Veneto Nanotech - sosteniamo e supportiamo i giovani ricercatori che si occupano di queste tematiche. Da quando poi– continua Trevisan. – Giovanna Cadini, persona e collega meravigliosa, non è riuscita a vincere la sua battaglia contro il tumore che l’ha portata via a 33 anni, abbiamo un motivo in più per continuare a sostenere la ricerca in questo campo”.
Per partecipare al concorso bisogna sottoporre il proprio abstract (poster) attraverso il sistema online del convegno. Maggiori info su www.nanotechitaly.it
 
Giovanna Bettio
External Relations

mercoledì 28 maggio 2014

La formazione in medicina passa dalla robotica. Se ne parla ad «Aula 40»

 
Le statistiche parlano chiaro: in moltissimi casi il tempo di intervento, oltre alla necessaria professionalità, è il fattore determinante per ridurre il danno da infarto o da altre forme di "urgenza". Migliorare questi aspetti, soprattutto nella fase di formazione dei giovani medici, è quindi fondamentale, così come lo è trovare gli strumenti adatti per realizzare simulazioni che siano quanto più possibile realistiche. Questo è possibile grazie a un filone ben preciso della robotica che si occupa di creare simulatori dalle realistiche sembianze umane, "capaci" di avere infarti a comando che uniti magari ad altre complicanze, mettono alla prova la preparazione, la prontezza e la capacità d’intervento dei medici in erba.  Ma dopo "Sam", il simulatore degli accidenti cardiovascolari, ecco, da qualche anno "Nina", una neonata che grazie ai suoi problemi forma – attraverso corsi di addestramento differenziati per tutto il personale sanitario di sala parto (neonatologi, pediatri, ginecologi, anestesisti, medici in formazione, ostetriche, infermiere pediatriche) – il personale per insegnare a stabilizzare un neonato critico, dal momento che circa il 5-6% di tutti i nati, e fino all’80% dei neonati con peso alla nascita inferiore a 1.500 grammi, necessitano di un intervento rianimatorio a diversi livelli in sala parto.
Ma non solo di questo parleremo giovedì 29 maggio dalle 10 alle 11,15 ad «Aula 40» la trasmissione in diretta dal Cnr di Pisa e curata da Punto Radio, sulle frequenze fm 91.1 e 91.6 oppure sul sito web della radio (www.puntoradio.fm): tra gli ospiti ci saranno due ricercatrici che hanno sviluppato un programma per aiutare coloro che si prendono cura di bambini autistici.
La puntata condotta come sempre da Massimo Marini, sarà ricca di ospiti: Francesca Cecchi, ricercatrice all’Istituto di Biorobotica, Scuola Superiore Sant’Anna; Armando Cuttano, responsabile Centro di Formazione e Simulazione Neonatale "Nina", Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana; Francesco Giovacchini, ricercatore all’Istituto di Biorobotica, Scuola Superiore Sant’Anna; Giuseppina Sgandurra, neuropsichiatra infantile, IRCCS (Istituto di ricovero e cura di carattere scientifico) «Stella Maris»; Maria Claudia Buzzi, tecnologa dell’Istituto di Informatica e Telematica, Cnr; Marina Buzzi, tecnologa dell’Istituto di Informatica e Telematica, Cnr.

domenica 18 maggio 2014

Ricostruiamo il laboratorio didattico di Robotica di Città della Scienza

http://aldodomenicoficara.blogspot.it/2014/05/ricostruiamo-il-laboratorio-didattico.html


laboratori didattici di Città della Scienza sono ambienti di apprendimento dove gli studenti – e anche il pubblico delle famiglie – possono sviluppare percorsi interattivi di sperimentazione avendo a disposizione strumentazioni tecnologiche avanzate in svariati campi del sapere: dalla fisica alla chimica, dalla matematica alle scienze della vita, dall’astronomia alle nuove tecnologie. Naturalmente, si tratta di ambienti in cui l’hardware messo a disposizione degli utenti viene gestito con grande cura metodologica, in attività – laboratori e moduli didattici – sviluppate dai ricercatori della Città della Scienza in collaborazione con i principali centri di ricerca scientifica e le università.

venerdì 16 maggio 2014

Nativi digitali sempre connessi ma poco attenti alla sicurezza

 
Milano, 16 maggio 2014 – Quasi tutti i ventenni usano i social network ma sono poco attenti alla propria sicurezza: il 40 per cento non utilizza un pin di protezione per il proprio dispositivo mobile, non effettua il log out per uscire dalle app e quasi il 20 per cento non effettua una cancellazione sicura dei dati. Ma non se ne preoccupano più di tanto.
 
Ecco quanto emerge dai risultati della prima fase del progetto "Security of the Digital Natives", realizzata dal Tech and Law Center e dalla cattedra di Informatica Giuridica dell’Università di Milano-Bicocca, che verranno anticipati e presentati domani, sabato 17 maggio, nel corso del talk La sicurezza informatica vista dai nativi digitali: i risultati di un’indagine su 20 università italiane in programma alle 18.45 presso lo Yellow Dome, ai giardini Indro Montanelli di Porta Venezia, nell’ambito del Wired NextFest, il festival dell’innovazione organizzato dal mensile Wired Italia.
 
La ricerca, presentata da Andrea Rossetti, docente di informatica giuridica e filosofia del diritto dell’Università di Milano-Bicocca e da Giuseppe Vaciago, docente del Tech and Law Center, ha coinvolto 1.012 studenti nativi digitali di 20 università italiane e ha studiato il livello di consapevolezza e percezione della sicurezza informatica da parte degli studenti universitari con particolare attenzione al mondo dei dispositivi mobili.
 
Ecco in pillole alcuni risultati:
 
  • il 75 per cento gli studenti utilizza quotidianamente lo smartphone per andare on line, mentre l’85 per cento lo utilizza per instant messaging (da Whatsapp a Skype). Incuriosisce che solo il 25 per cento lo utilizzi per i videogiochi on line o altre app. Sembra che l’esigenza primaria sia quella di comunicare piuttosto che di giocare. 
  • Dall’analisi emerge un’errata percezione da parte degli studenti delle loro conoscenze e una forte mancanza di consapevolezza dei rischi legati ad alcuni comportamenti. Basti pensare che, all’inizio del questionario, l’82 per cento degli studenti ritiene le proprie conoscenze almeno discrete, mentre al termine del questionario questa percentuale scende al 66 per cento.
  • Questa errata percezione è dimostrata dal fatto che più del 40 per cento non utilizza un PIN di protezione per il proprio dispositivo mobile, non effettua mai un log out appena finito di usare un’applicazione e usa lievi variazioni della stessa password per le diverse applicazioni, mentre quasi il 20 per cento non effettua una cancellazione sicura dei dati nel caso in cui venda o presti il suo smartphone. Infine più del 60 per cento degli studenti si connette alle applicazioni (anche quelle non presenti negli store ufficiali) attraverso il log in di Facebook o di Google.
  • In questo contesto, la maggior parte degli studenti (61 per cento) non è preoccupato o della sicurezza dei dispositivi mobili, o lo è poco.
  • La mancanza di consapevolezza riguarda anche i giovani sviluppatori di applicazioni. Dalle risposte emerge una certa noncuranza delle questioni relative alla sicurezza informatica, in quanto, insieme alla privacy, sembrano essere percepite solo come un ostacolo per l’utilizzo del dispositivo mobile e non come un requisito fondamentale per tutelare l’utente.
 
Gli esperti di Tech and Law Center, dopo l’analisi della ricerca, hanno individuato le tecniche e gli strumenti legali per ridurre, in futuro, i problemi connessi all’errata o non accorta adozione di misure di sicurezza sui dispositivi mobili. Il progetto nel suo complesso prevede anche una fase successiva di eventi formativi e informativi in alcune università italiane.
 
I risultati integrali della ricerca saranno presentati martedì 20 maggio 2014 alle ore 10 presso il Politecnico di Milano, Aula De Donato e Aula Rogers, Via Ampere 2.

giovedì 15 maggio 2014

L'’Università di Milano-Bicocca al Wired Next Fest 2014

Milano, 13 maggio 2014L’'Università di Milano-Bicocca partecipa alla seconda edizione del Wired NextFest, l'’appuntamento in cui il meglio dell’innovazione italiana e internazionale si incontra a Milano, presso i giardini Indro Montanelli di Porta Venezia dal 16 al 18 maggio 2014. Tre giorni di incontri, lectio magistralis, conferenze, reading, dibattiti, workshop, confronti fra grandi aziende e startup, e fra professionisti e studenti e ricercatori.
L'Università di Milano-Bicocca sarà presente con due laboratori, "Biblioteca digitale" e "Finestre intelligenti" e con due conferenze.
 
Conferenze
17 Maggio ore 18.45 - Yellow dome
Ricerche di settore evidenziano un ampio utilizzo da parte dei giovani dei mobile device (smartphone e tablet). Per questo il Tech and Law Center ha cercato di approfondire come vengono usati questi dispositivi e con quale livello di sicurezza. La ricerca denominata Security of the Digital Natives sarà presentata da Andrea Rossetti dell’'Università degli Studi di Milano Bicocca e da Giuseppe Vaciago del Tech and Law Center e ha avuto come obiettivo quello di esplorare proprio questo tema attraverso un questionario, distribuito attraverso una ventina di università italiane e rivolto agli studenti, in quanto persone nate e cresciute negli anni di piena espansione dell'ICT. I risultati hanno corroborato molte idee che intuitivamente abbiamo sulle abitudini della prima generazione di “nativi digitali”: i ventenni usano ampiamente strumenti mobile per la connessione alla rete, senza però avere conoscenze e competenze che permettano loro di essere sicuri.
 

17 Maggio ore 19.15 - Yellow dome
Negli ultimi anni il tema dei big data è diventata la nuova soluzione per qualunque problema (per i tecnoEntusiasti) o il nuovo grande incubo tecnologico (per i tecnoApocalittici). Nel talk, Carlo Batini, docente presso il Dipartimento di Informatica, Sistemistica e Comunicazione, e Andrea Maurino, ricercatore in Sistemi di elaborazione delle informazioni illustreranno cosa si deve intendere correttamente per big data, sfatare molti miti e “leggende metropolitane” e indicare i rischi e le opportunità per i cittadini, le aziende e le pubbliche amministrazioni. 
 
Laboratori
Finestre intelligenti
Dal 16 al 18 maggio, Piano Terra del Museo di Storia Naturale
Passano da blu scuro a incolore per effetto di una tensione elettrica che può provenire sia da una batteria sia da una cella fotovoltaica, invisibile perché integrata in un concentratore luminescente. La tecnologia delle finestre intelligenti accoppiata a quella dei concentratori luminescenti è sviluppata dai ricercatori del Dipartimento di Scienza dei Materiali e trova applicazione in diversi campi: dalla building automation all’'industria dell'’auto.
 
Biblioteca Digitale
Dal 16 al 18 maggio, Piano Terra del Museo di Storia NaturaleNiente carta, solo e-book, e-journal e banche dati consultabili e sfogliabili da computer e tablet. È il nuovo, e primo, Polo di Biblioteca interamente digitale sviluppato dalla biblioteca dell'’Università di Milano-Bicocca, in collaborazione con il Centro culturale “Il Pertini” e il Consorzio Sistema Bibliotecario Nord Ovest, presso Villa di Breme Forno a Cinisello Balsamo. Il patrimonio “elettronico” della biblioteca è in crescita costante. Oggi sono disponibili 148 banche dati, 24.957 e-journal e 145.673 e-book, tutti accessibili in pochi clic.