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mercoledì 8 giugno 2011

domenica 29 maggio 2011

Energia sostenibile



Fonte immagine: http://giornaledabruzzo.net/homegda/wp-content/uploads/2009/02/energia-sostenibile.jpg



Si propone un estratto da Wikipedia:

Si considera energia sostenibile quella modalità di produzione ed uso dell'energia che permette uno sviluppo sostenibile. Tale concetto ha due componenti chiave, uno dal punto di vista della produzione (e quindi alla produzione di energia rinnovabile) ed un altro legato al suo utilizzo, e quindi all'efficienza e risparmio energetico[1]. Si tratta quindi di un approccio ampio che non riguarda solo la produzione energetica, ma anche il suo utilizzo, inserendosi pertanto in un'ottica complessiva di sviluppo sostenibile.

Sul fronte della produzione energetica sostenibile, il riferimento principale sono ovviamente le energie rinnovabili, cioè quelle fonti che per loro natura non sono "esauribili" sulla scala dei tempi umani, come ad esempio l'energia idroelettrica, l'energia solare, l'energia eolica, l'energia del moto ondoso, l'energia geotermica, l'energia mareomotrice ed altre.

Altro punto cardine riguarda la modalità di produzione, che prevede un approccio su scale più piccole, maggiormente sostenibili dall'uomo e dall'ambiente, preferendo dunque reti di produzione "distribuite" che facciano perno sulla microgenerazione e cogenerazione, invece dei grandi impianti centralizzati.

Tralasciando il rischio minore di grossi incidenti nucleari, terrorismo e altri disastri maggiori, l'energia nucleare e la fusione nucleare potrebbero rispettare la definizione di sostenibilità, ma è controverso se siano o no definite tali per ragioni sociali e politiche.

Si consiglia la lettura del seguente link:

http://www.aetnanet.org/modules.php?name=News&file=print&sid=242183



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martedì 24 maggio 2011

Centrali elettrotermonucleari nel mondo



Fonte immagine: http://www.lealidiermes.net/images/schema%20centrale%20nucleare.jpg

Nel mondo esistono 437 centrali nucleari, così suddivise per nazione:




Stati Uniti 107
Francia 59
Giappone 54
Inghilterra 35
Russia 29
Germania 20
Canada 16
Ucraina 16
Corea 12
Svezia 12
India 10
Spagna 9
Belgio 7
Bulgaria 6
Svizzera 5
Finlandia 4
Rep. Ceca 4
Slovacchia 4
Ungheria 4
Cina 3
Argentina 2
Lituania 2
Messico 2
Sud Africa 2
Armenia 1
Brasile 1
Kazakhstan 1
Olanda 1
Pakistan 1
Slovenia 1
Romania 1




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mercoledì 18 maggio 2011

Secondo articolo sul nucleare




Fonte immagine: http://www.wwf.it/upload/images/IT/small/25172.jpg


E' stato pubblicato nella home page della rivista on line Education 2.0 un secondo articolo sulle centrali elettronucleari, che rappresenta una sorta di Bignami utile a comprendere alcuni aspetti del prossimo voto referendario.
Di seguito è riportato il link dell'articolo:

http://www.educationduepuntozero.it/community/bignami-sull-elettronucleare-4010802613.shtml


L'articolo segue quello dal titolo
"Riflessioni in classe sul nucleare: cosa è accaduto a Fukushima?"

http://www.educationduepuntozero.it/community/riflessioni-classe-nucleare-cosa-accaduto-fukushima-409167133.shtml


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giovedì 5 maggio 2011

Una lezione sulle centrali elettrotermonucleari

Si riporta un video della redazione di Education 2.0 sui contributi proposti nella fine del mese di aprile, tra questi una lezione sulle centrali elettrotermonucleari, svolta nella quinta classe del professionale ad indirizzo elettrico di Furci Siculo.





http://www.educationduepuntozero.it/community/riflessioni-classe-nucleare-cosa-accaduto-fukushima-409167133.shtml



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lunedì 21 febbraio 2011

Uniroma.tv: il nucleare come ?

Oggi il sito web Uniroma.tv ha contattato la redazione del blog per evidenziare un video di loro produzione sul tema del nucleare, ribaltando i termini del dibattito: non più sì o no ma come.
La redazione di Dieci alla meno nove decide con grande piacere di dare la giusta visibilità ad un video che ritiene molto interessante.





Il sito web di Uniroma.tv lo si può trovare al seguente link:

http://www.uniroma.tv/default.asp


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venerdì 11 febbraio 2011

Energia rinnovabile in cartoon

Sono presentati 5 divertenti cartoni animati prodotti da Giancarlo Ricci per Enel e pensati per essere mostrati ai bambini delle scuole elementari.
La redazione di Dieci alla meno nove riscontrando il notevole impatto didattico educativo, vuole condividere con i propri lettori i seguenti video riguardanti il solare temico, l'eolico, le biomasse, l'idrogeno ed il fotovoltaico.




















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domenica 4 luglio 2010

Maturità 2010: le turbine Pelton agli orali di elettrotecnica


Nelle turbine ad azione l’energia cinetica del fluido viene incrementata esclusivamente nel distributore e poi il fluido viene utilizzato per far muovere la girante. La turbina Pelton è il tipo di turbina ad azione attualmente più utilizzato.
In pratica l’acqua viene incanalata in una condotta forzata, al termine della quale è presente un’ugello regolabile. L’ugello, di fatto, è un restringimento della condotta, grazie al quale la velocità dell’acqua aumenta.
Le turbine Pelton sfruttano salti elevati e portate d’acqua anche piccole; orientativamente
Salto Hg = 200 ¸ 2000 m
Portata Q < 10 ¸ 15 m3/s
L’acqua proveniente da un invaso arriva, attraverso una condotta forzata, al distributore che trasforma tutta l’energia disponibile all’uscita della condotta forzata in energia cinetica.
La turbina Pelton, come detto, è consigliata per cadute elevate, comunque superiori ai 60 metri, combinate con portate relativamente piccole. Gli ottimi rendimenti sono mantenuti fino al 25% della portata nominale.
Questa turbine sono costituite da ruote in acciaio inox monolitiche o da pale riportate, e dotate da uno a quattro iniettori possono essere costruite sia in versione orizzontale che verticale.
Le giranti in acciaio inossidabile, calcolate di volta in volta appositamente per ogni progetto, sono fuse da fonderie specializzate per poter raggiungere gli alti livelli di rendimento che le contraddistinguono.


http://aldoficara.blogspot.com/2010/07/turbine-pelton.html

mercoledì 9 giugno 2010

Pelton, Francis e Kaplan: Le turbine dell’idroelettrico

Turbina idraulica è un dispositivo meccanico atto a trasformare l'energia, potenziale o cinetica, di un liquido in energia meccanica.
La Turbina Pelton è utilizzata per grandi salti (maggiori di 15 m, di solito tra i 300 e i 1400 m) e piccole portate (inferiori a 50 m³/s).
La turbina Francis è una turbina a reazione che viene impiegata in corsi d'acqua con dislivelli da 10 m fino a 300÷400 m e portate da 2÷3 m³/s fino a 40÷50 m³/s.
La turbina Kaplan è una turbina idraulica a reazione che sfrutta piccoli dislivelli, fino a qualche decina di metri, ma con grandi portate, da qualche decina di m³/s fino a valori di gran lunga superiori.




Fonte video: You tube (joansubirats)

Dedicato ai miei studenti che stanno preparando l'esame di stato come periti elettrotecnici.

martedì 8 giugno 2010

Centrali geotermiche

Il termine “geotermico” deriva dal greco “gê” e termòs ed ha il significato letterale di calore della terra, infatti, le centrali geotermiche sfruttano il calore proveniente dalle profondità terrestri, dove attraverso le rotture degli strati rocciosi, dovute ad assestamenti della crosta terrestre, le acque e i vapori riscaldatisi in profondità salgono verso la superficie e quindi utilizzati per produrre energia elettrica.



Fonte immagine: http://www.rosarioberardi.it

Nel caso in cui il vapore è presente ad una temperatura elevata pari a circa 200°-300°C, viene incanalato direttamente verso la turbina dove avviene la trasformazione da energia cinetica in energia meccanica di rotazione.
L'asse della turbina, come di consuetudine, è collegato coassialmente al rotore dell'alternatore che, ruotando, trasforma l'energia meccanica rotazionale in energia elettrica alternata, la quale a sua volta è trasmessa ad un trasformatore elettrico trifase.
Il trasformatore trifase innalza, a parità di potenza, il valore della tensione e la immette nella rete elettrica di distribuzione.
Nel caso in cui la temperatura del vapore sia bassa, il calore prodotto viene utilizzato per portare all'evaporazione, in uno scambiatore apposito, un altro liquido (vedi lo schema presentato in questo articolo ).
Il vapore generato sarà convogliato a sua volta nella turbina, riproponendo i passaggi sopra descritti.
Interessante è osservare il video sotto riportato, dove si presenta un’animazione di quanto detto.



Fonte video: You tube (Googleorg)

Ulteriori approfondimenti in merito si possono trovare nel vblog " VEDERE PER CREDERE":

VEDERE PER CREDERE

mercoledì 19 maggio 2010

UNA TORRE PER L’ENERGIA SOLARE

Il principio di funzionamento della torre solare ( come si può vedere nel video ) è molto semplice.
La torre è collocata al centro di un piano rialzato circolare formato da tetti trasparenti, sotto ai quali si crea un effetto "serra" che riscalda l'aria.
L'aria calda si solleva per moto naturale ed è convogliata verso la torre attraverso una leggera pendenza del tetto, in questo modo si genera un "vento artificiale" avente una velocità di circa 60 km/h. All’interno della torre sono collocate 32 turbine eoliche per produrre energia elettrica. Dalla parte superiore della torre esce l'aria calda (circa 70°C) che si raffredda ricadendo verso il basso in una specie di moto circolare perpetuo.




Fonte video: You tube ( zambuzi2007 )

domenica 3 maggio 2009

Centrali termoelettriche e nanopatologie


Ultimamente, dopo l’accordo Berlusconi-Sarkozy, si è parlato spesso di centrali termonucleari, non focalizzando sufficientemente, a livello di pianificazione energetica, i problemi ambientali delle già progettate centrali termoelettriche a gas naturale, tecnicamente denominate Ngcc ( Natural Gas Combined Cycle ).
Con il meccanismo attivato in Italia della liberalizzazione del mercato dell’energia, si è assistito negli ultimi anni alla presentazione di numerose proposte di impianti termoelettrici a gas metano, caratterizzati da cicli combinati e cogenerativi, che si aggiungeranno agli esistenti impianti funzionanti con altri combustibili.
In generale, le centrali termoelettriche sono caratterizzate da una caldaia, alimentata automaticamente dal deposito che contiene il combustibile e attraversata da una serpentina nella quale circola l'acqua.
L'acqua, grazie alla combustione e all'energia termica conseguentemente creata, è riscaldata fino a circa 300°C trasformandosi in vapore; in seguito il vapore è ulteriormente riscaldato fino oltre i 450°C, acquisendo una notevole pressione.
Il vapore, con queste caratteristiche di temperatura e pressione, è convogliato sulla turbina, dove cede la sua energia cinetica facendo ruotare la stessa. La turbina a sua volta, collegata all'asse dell'alternatore lo trascina in rotazione. Nell'alternatore, in base al fenomeno dell'induzione elettromagnetica, l'energia meccanica trasmessa dalla turbina, è trasformata in energia elettrica. L'energia elettrica prodotta dall'alternatore è trasmessa al trasformatore che ne innalza la tensione, per evitare perdite, prima di immetterla nella rete di distribuzione. Il vapore che esce dalla turbina, escluse le centrali turbogas a ciclo aperto, è riportato allo stato liquido nel condensatore e ripompato nella caldaia.
Il camino della centrale termoelettrica, infine, espelle nell'atmosfera i fumi della combustione.
I produttori di energia termoelettrica dicono, riferendosi ai fumi della combustione, che è un processo molto importante, infatti, i fumi prima di essere rilasciati in atmosfera, devono essere opportunamente filtrati, per ridurre le emissioni inquinanti. Affermano, inoltre, che dalle centrali termoelettriche i fumi escono dopo aver subito un minuzioso processo di depurazione per garantire che l'inquinamento dell'aria sia veramente ridotto a valori inferiori ai limiti di legge.
Questi limiti di legge sono dettati dai decreti sulla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) scaricabili dal sito del Ministero dell’Ambiente, pertanto nei progetti per le nuove centrali Ngcc si dovrebbero menzionare oltre le polveri PM10 anche le PM2,5, ma soprattutto le PM0,1 come inquinanti di rilievo.
Diversi articoli di settore testimoniano che per le centrali italiane, ai fini della valutazione dell’inquinamento atmosferico, è richiesto unicamente di misurare il Pst ( Particolato Sospeso Totale ) primario filtrabile, che peraltro ha scarsa rilevanza sanitaria. Questo approccio si rivela quindi totalmente inutile per valutare l’inquinamento da polveri di centrali a gas che producono PM10, PM2,5 e PM0,1, principalmente di natura secondaria.
La definizione corrente di particolato contempla quattro categorie, a seconda dell’intervallo di dimensioni del diametro aerodinamico della particella, che indicato con (da) si denomina: ultrafine per da≤0,1 μm; fine per 0,1 μm≤da≤2,5 μm; grossolano per 2,5 μm≤da≤10 μm; ultragrossolano per da>10 μm.
Questa articolata classificazione è semplificata nella prassi comune ove si utilizzano i termini PM10, PM2,5 e PM0,1 per indicare tutto il particolato con diametro minore od uguale rispettivamente a 10, 2,5 e 0,1 micron (μm).
Il particolato atmosferico, quindi, è costituito da particelle inorganiche talmente piccole da poter essere inalate e, attraverso gli alveoli polmonari, assorbite dal sangue che può portarle verso ogni organo o tessuto del corpo umano dove, accumulandosi, possono dar luogo a processi degenerativi meglio noti con il nome di nanopatologie.
Le nanopatologie, pur coinvolgendo diversi campi della medicina, sono tematiche nuove al di fuori di ambiti scientifici molto particolari e ancora riservate agli addetti ai lavori.
Volendo offrire una loro definizione possiamo affermare che le nanopatologie sono le malattie provocate da microparticelle e, soprattutto, nanoparticelle inorganiche che riescono a penetrare nell’organismo, sia umano che animale, provocando effetti i cui meccanismi sono ancora in gran parte da indagare e approfondire.
In ambito medico, si comincia a prendere atto che l’incremento vertiginoso della concentrazione in atmosfera delle nanopolveri va di pari passo con l’incremento di affezioni, per esempio, di natura cardiovascolare, ed inoltre cominciano ad essere molto sospette malattie tumorali, malattie neurologiche, malattie della sfera sessuale e malformazioni fetali.
Per queste indagini ci si avvale principalmente degli ESEM (Environmental Scanning Electron Microscope), in altre parole microscopi elettronici a scansione ambientale, opportunamente modificati. Questi strumenti nanoscopici offrono la possibilità di osservare campioni biologici in "wet mode", vale a dire in condizioni di normale idratazione, a pressione atmosferica, senza la necessità di renderli elettroconduttivi tramite ricoperture di carbone o di metalli quali l'oro e il palladio.
Quindi, il principale obiettivo dell'analisi è l'individuazione di micro/nano-particolato inorganico eventualmente contenuto nell'esemplare in studio, che è raggiunto senza alcun processamento del campione.
Da monitorare, infine, anche il grande aumento delle patologie allergiche, specie a livello pediatrico, che potrebbe essere correlato a fenomeni d’inquinamento ambientale o a prodotti d’uso comune quale, ad esempio, il cemento cui vengono sempre più spesso addizionate le ceneri che residuano da processi di combustione fossile delle centrali termoelettriche, ma questa è un’altra storia.